Alla ricerca della tranquillità. Lei questo faceva. Si svegliava senza troppe pretese, ma comunque felice, e come obiettivo cercava la tranquillità.

La felicità è una scelta, ma la tranquillità è uno stato naturale, così credeva – e forse non aveva tutti i torti.

Quel respiro che si fa lento, che per una volta nella vita è un respiro giusto, un respiro a pieni polmoni, come se ad occhi chiusi senti la testa girare perché sei perfetta così, maledettamente fragile, senza certezze, ma tranquilla. E allora sì, in quel momento puoi iniziare a ricostruire te stessa sulle macerie dei sogni che nel provare a volare si sono schiantati con la dura realtà, e ora, a pezzi, sono a terra.

Tranquilla.

Il respiro non accelera, puoi raccogliere tranquillamente quei sogni, puoi nasconderli dal mondo, puoi proteggerli, puoi sorridergli e assicurargli che un giorno ci proverete di nuovo a spiccare il volo.

Quante volte hai camminato sulle punte per timore che quella paura si svegliasse di nuovo. Quante volte hai creduto che fosse tutto diverso, che tu avessi superato la tua mente, e invece tutto tornava ad essere la solita ferita, quella ferita che fa male, che ti ricorda continuamente che sei troppo incastrata tra ciò che non dovresti vivere e ciò che invece vivi.

Scrivo velocemente come se volessi liberarti, come se così ti potessi salvare. Scrivo come se stessi suonando su dei tasti che con la loro melodia ti volessero calmare il cuore e sistemare gli occhi dandoti le immagini giuste, le immagini che meriti, quelli che aspetti da una vita e da una vita provi a crearti.

Alla ricerca della tranquillità.

Non ti vedo cercare altro da quando hai messo piede nel mondo.
Il respiro giusto, quello che regala ogni giorno una nuova possibilità, la possibilità di essere felice, la possibilità di essere.

Vedo il sorriso sulle labbra e le mani che tradiscono quel sorriso, perché quelle mani tremano, come se fossero pronte a battere per terra e farti salire su, per librarti in aria e cercare, libera, quella parte di mondo in cui non è il tempo a governare il cuore, ma è il cuore che si diverte a costruire il tempo, a dilatarlo, a restringerlo, a viverlo.

Filosofa Atipica

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