Caro anno,
tutto ciò che inizia,
come sempre,
finisce.

E questa è una verità che ho sempre saputo,
ma ogni volta,
non mi abituo.
Non mi abituo alla fine,
e non mi mi abituo nemmeno all’inizio.

Perennemente instabile,
a far finta che oggi è un giorno come un altro,
ma ad emozionarmi quando inizio a contare al contrario.

E finisci anche tu.
Come un libro all’ultima pagina,
come un film ai titoli di coda,
come una storia quando si è perso l’amore.

Caro anno,
è arrivato il momento dei saluti.
Prepari le valigie dei tuoi giorni e ti porti via le mie paure,
i miei dubbi e le mie convinzioni.

Rimango io,
nuda con i miei sogni.

Caro anno,
ti immagino seduto accanto a me,
su una panchina,
all’ombra di un albero,
contemplando i colori che cambiano,
noi che non siamo più gli stessi,
tu che te ne vai.

Buon viaggio caro anno,
insieme alle mie paure, portati via i baci mancati,
gli abbracci sfiorati,
che da domani vorrei essere diversa,
vorrei essere migliore.

Filosofa Atipica

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