Prima del grande Italo Svevo, conobbi il flusso di coscienza con James Joyce. Ero una ragazzina che non si conosceva e forse nemmeno si accettava.
I miei pensieri pesavano nella mia testa come fossero mongolfiere che non riescono ad alzarsi.
Loro pesavano, io cadevo a terra.
Cominciai a leggere il famoso – allora per me sconosciuto – stream of consciousness: non ero più sola in quei pensieri che non comprendevo.

Più leggevo, meno comprendevo i libri, più comprendevo me.

Presi così una penna e un foglio di carta.
Mi lasciai guidare da quel grumolo di pensieri attorcigliati in loro stessi, dalle forme più insensate, ma cariche di senso, come il mare: una distesa apparentemente superflua, che in sé contiene il tutto delle cose mai dette, ma sempre pensate.

Leggevo i pensieri contorti di una mente che non era la mia, pensieri trattenuti interi anni dentro pagine che sanno di sudore e fatica, e mi sentivo più vicina al centro del mondo.
Leggevo e non mi sentivo sola; potevo liberarmi da quella mongolfiera pesante, potevo salirci sopra e vedere il mondo dall’alto della leggerezza.

Ci sono dei libri che ti liberano, che hanno una potenza apparentemente distruttiva, per poi rivelarsi incredibilmente produttivi: sei nato di nuovo, ma più forte di quanto non lo sei mai stato. Per terra, disteso nel vuoto delle tue giornate, che cerchi un senso agli attimi spesi a cercarlo, capisci che immergersi nella lettura di un buon libro, dà quel tocco in più alla tua anima, ma in particolar modo, leggere quei libri che ti parlano con un flusso di coscienza, che fai fatica a comprendere, ma che comprendono loro il tuo cuore.
Compreso senza comprendere.

Amo immergermi in questi libri che ti liberano; sembra come stare distesa sul mare, con la corrente che delicatamente si prende cura di me e il sole che mi accarezza la pelle che mi ricorda che sono viva, che oggi sono viva, che la vita è una sola, che oggi è la mia occasione per essere felice!

Concedetevi ai flussi di coscienza nei libri che sanno catturarvi, e poi scrivete quello che nella mente pesa, il cuore si alleggerisce e sarete libere, grazie ad un libro.

Lib(e)ri, in fondo è tutta questione di lettere, è tutta questione di prospettiva.                                                                 

Lib(e)ri!

Filosofa Atipica per RadioArtistaWeb

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