Il mondo è un posto strano, quasi assurdo.
Tutti a voler essere uguali, quando è così bello essere diversi.
C’era una bolla di sapone adagiata su un filo d’erba, stava lì come a dimostrarci che in fondo l’equilibrio è magico, perché è quando ci troviamo in bilico che ci rendiamo conto di quante cose abbiamo e di come non ce ne siamo resi conto.

«Vede signorina, non ci vuole mica tanto per essere felici», disse un signore bizzarro, ma estremamente semplice, di quella semplicità unica. Aveva un cappello colorato e una sciarpa dello stesso colore intorno al collo.
«Alla fine si tratta solo di lasciarsi andare», continuò dopo aver soffiato dentro quell’asticella che creava volanti bolle di sapone.
Passava lì vicino una ragazza assorta tra i suoi pensieri, che sentendo quella domanda, si girò per vedere se quel buffo signore si stesse rivolgendo proprio a lei: «Scusi?», chiese comunque quella ragazza un po’ stupida dalla domanda.
«Dico che alla fine non ci vuole tanto per essere felice. Bisogna lasciarsi andare e comprendere che quando si dice che la felicità è nelle piccole cose, è davvero così. Ad esempio, come fa a non meravigliarsi davanti questa bolla di sapone che rimane sospesa su un filo d’erba?», ripeté dolcemente.
Curiosa da quel signore, decise di concedersi una domanda: «ma lasciarsi andare a cosa? Al destino, agli eventi? E poi quella bolla rimane lì perché…» e fu interrotta dalla risata di quel signore con le bolle di sapone.
«Ma no signorina! Vede dov’è il problema? Scambiate sempre la vita con il destino. Lo fate sempre, e state lì a piangervi addosso. Si lasci andare alla vita, non abbia paura di vivere, a come va il destino possiamo rimediare, ma a perdere la vita no.
Signorina dia retta a me, non perda la vita dietro gli interrogativi insensati o alle risposte scontate.
Non si chieda, né si risponda a come fa una bolla di sapone a non morire tra l’erba. Non si chieda come resiste, ma si meravigli che invece esista lì. Guardi il mondo attraverso questa bolla di sapone, cambi prospettiva, si viva la felicità».

Se ne andò così, con la ragazza che rimase ferma a vederlo scomparire mentre continuava a fare bolle di sapone per il cielo. Se ne andò lasciandola lì, con i suoi interrogativi insensati, fino a che non guardò a terra e vide che quella bolla di sapone era ancora lì.
Si abbassò per guardarla meglio.
In fondo quel signore aveva ragione, in fondo quella ragazza sorrideva nel guardare quella bolla di sapone che esisteva lì in quell’attimo, adagiata e sospesa e così si lasciò andare ad una risata, e quel giorno si sentì leggera.

Filosofa Atipica

Share
281 views