Vivi spesso accompagnato da un senso di timore unito ad una mancanza di fiducia in te stesso e nelle tue capacità? Avverti la sensazione di non riuscire a dominare i tuoi pensieri, te stesso, la tua mente? Hai difficoltà a prendere decisioni di qualsiasi natura?
Ciò che vivi è una condizione psicologica in cui la situazione – esterna o interna a te – viene avvertita come una situazione di pericolo in cui senti di non avere gli strumenti adatti per contrastarla. Questa condizione è comunemente detta insicurezza emotiva o semplicemente insicurezza.
Aristofane diceva: «La mancanza di fiducia è la madre di tutte le incertezze». Si può contrastare questo pensiero? Non è forse vero che quando non crediamo in noi stessi e nelle nostre capacità perdiamo la possibilità di traguardare un obiettivo che ci poniamo? Quante volte il nostro modo di percepirci, di pensarci, ci impedisce di riuscire?
A questo punto è importante fare una distinzione tra due tipi di insicurezza: quella generale e quella emotiva. La prima indica che nulla al mondo e nella nostra vita è effettivamente costante: noi potremo smettere di esserci in qualsiasi momento. Quest’ultimo fattore getta l’esistenza in una profonda incertezza che in qualche modo rende però l’esistenza ancora più intensa. È proprio l’idea che si possa perdere tutto che dovrebbe spingere a vivere molto più intensamente ciò che in quel dato momento abbiamo. Non bisogna infatti pensare che, vista l’incertezza dell’esistenza che viviamo, dobbiamo vivere noi stessi nell’incertezza e nell’insicurezza. È qui che entra in campo la differenza con l’altro tipo di insicurezza, quella emotiva. Quest’ultima pone in dubbio noi, inficiando quindi nella percezione che abbiamo su noi stessi e nella nostra capacità di discernimento. È un tipo di insicurezza che, nell’estremo della sua forza, ci danneggia e depotenzia, perché, se in una dose equilibrata ci potrebbe aiutare a dare di più, all’opposto ci impedisce di prendere scelte e soprattutto ragionare razionalmente su quanto accade nella nostra vita.

L’insicurezza nella psicologia

Accennando brevemente al panorama della psicologia, incontriamo ad esempio lo psicoanalista austriaco Alfred Adler che considera l’insicurezza come uno dei fattori determinante il sentimento di inferiorità di un individuo il quale, per contrastarlo, reagisce sviluppando una volontà di potenza. Gli insicuri si trovano, in qualche modo, a sostenere una costante lotta di superiorità che si traduce nell’essere felici solo se si rendono infelici gli altri. In questo contesto si inserisce l’importanza, nel pensiero di Adler, dell’educazione. Il tipo di educazione “ideale” è quella consapevole, che mira proprio a contrastare quel senso di inferiorità è molto spiccato nel bambino. Un’educazione consapevole, nella sua teoria, è dunque un’educazione che offra gli strumenti necessari al bambino per farlo uscire da quel senso di insicurezza che spesso nasce proprio dal modo di vedere proprio dell’essere bambini.
Di contro questa teoria, c’è quella dello psichiatria inglese Ronald David Laing, considerato uno tra i massimi esponenti dell’antipsichiatria. Laing considera infatti l’insicurezza come il venir meno di una condizione ontologica dell’esistenza in cui, utilizzando le sue parole, «un individuo ha esperienza di se stesso come di una cosa viva, reale e intera». In questo senso, l’insicurezza preannuncia l’inizio di una scissione psicotica. Riassumendo la sua teoria psicologica, quella che in quel caso vive l’individuo, è un’insicurezza ontologica che si contrappone all’individuo ontologicamente sicuro, colui cioè che possiede il modello di se stesso e degli altri come esseri definiti e differenti.

Chi è l’insicuro?

L’insicurezza emotiva si manifesta soprattutto in disturbi di personalità quali quello borderline o il disturbo narcisistico di personalità. Questi individui tendono ad avere una bassa, o anche un eccesso, autostima di se stessi che li porta ad essere molto arroganti. Come però abbiamo già visto, l’insicurezza non è una caratteristica solo di individui affetti da qualche patologia, ma può – e fa – parte della vita di ognuno. In questo caso, nella misura in cui l’insicurezza emotiva ci colpisce in alcuni momenti e in una scala ridotta, può aiutarci, ma se diventa il modus operandi delle nostre giornate, in quel caso bisogna arrestarsi e provare ad agire al fine di contrastarla. Perché? Per capirlo a fondo è bene accennare al suo opposto: la sicurezza emotiva. Essere sicuri di sé vuol dire avere controllo del proprio stato emotivo e questo si riversa sulla nostra capacità di resilienza. Un individuo che soffre di insicurezza “cronica” ha uno stato mentale lontano dall’essere libero da angosce e non ha quindi nessun tipo di controllo sulle proprie emozioni. Ne consegue che sono, il più delle volte, delle persone egocentriche ed egoiste. Qui è il paradosso. Un individuo insicuro è un individuo che si isola, ma al tempo stesso è egocentrico. Il motivo è chiaro: un soggetto insicuro, per non essere schiacciato totalmente da questa sensazione, ha costruito una fortezza intorno alle proprie emozioni che lo portano quindi ad essere egoista ed egocentrico.
Non solo. Nonostante la prima cosa che ci viene in mente pensando all’insicurezza, è un individuo che non si espone mai e rimane in disparte, in realtà può accadere che per contrastarla, la persona che vive questa sensazione tenda ad essere estremamente aggressiva. In questo caso si può scambiare quest’aggressività per sicurezza di sé, in realtà è proprio il contrario. L’insicuro infatti spesso è caratterizzato da un modo di fare dominante, modo che nasce dalla paura costante di essere schiacciati e dall’incapacità di dominare se stessi. Si escogita un piano per sopravvivere, che consiste nel riversare su chi si ha intorno tutta questa frustrazione. Ne consegue che la maggior parte delle relazioni affettive di un insicuro tendono a terminare. Ciò che infatti bisognerebbe fare, è mostrare le proprie insicurezze per superarle, non nasconderle in atteggiamenti totalmente inadatti.

Le esperienze che ci segnano: la nascita dell’insicurezza

Da dove nasce l’insicurezza? Ovviamente non è questa la sede adatta per dare risposte propriamente scientifiche, però un dato è abbastanza certo. La maggior parte del nostro essere va ricercato nelle esperienze che viviamo e soprattutto nelle esperienze passate, specie quelle che abbiamo vissuto nei primi anni di vita.
La paura è sicuramente la radice dell’insicurezza. Se da bambini non abbiamo avuto la giusta dose di sicurezza per costruirci il nostro background di equilibrio emotivo, molto probabilmente da adulti svilupperemo un senso di insicurezza, latente o meno.  Non ci si riferisce solo a ciò che ci è stato trasmesso dai nostri genitori, che ovviamente ha il suo grande peso, ma ad ogni incontro che abbiamo fatto fin da quando siamo al mondo. Ogni persona che incontriamo, infatti, lascia in noi una traccia, un’impronta, che può influenzarci positivamente o negativamente. Specie quando il senso di noi stessi si sta sviluppando, siamo ancora più sensibili e vulnerabili di fronte queste esperienze. Se durante quella fase non riceviamo feedback costruttivi da chi ci circonda, in primis dai nostri genitori, il dubbio su noi stessi e sulle nostre capacità inizia a fare la sua comparsa sfociando poi nell’insicurezza emotiva di cui stiamo parlando.

Controllare l’insicurezza emotiva

Ribadendo che questo articolo non ha la pretesa di imporsi come certo o propriamente scientifico, indaghiamo insieme quali sono le possibilità e gli strumenti che abbiamo per contrastare l’insicurezza emotiva. Utilizzo volutamente il termine contrastare piuttosto che liberare perché sono del parere che dell’insicurezza non ci si possa liberare. Proprio perché fa’ intrinsecamente parte della nostra esistenza, e proprio perché nel giusto equilibrio, l’insicurezza è positiva, quello che possiamo fare noi è imparare a gestirla e contrastarla specie quando ci accorgiamo che non è un’insicurezza sana. È un cammino che richiede molto tempo, specie se, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, l’insicurezza è radicata da molto tempo, fin da quando eravamo piccoli.

Filosofa Atipica

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