“io prima di te”: Jojo Moyes con il suo libro ha la capacità di rapirti il cuore e trattenerlo tra le pagine di un’emozione

Era da un po’ di anni che conservavo nella mia finta libreria il romanzo di Jojo Moyes, “io prima di te”. Non avevo ancora avuto il piacere di leggerlo perché, con la mania di comprare molti libri e leggerne di più, capita che alcuni, senza volerlo, vengano rimandati. Ho inoltre l’assurda convinzione che ci siano libri adatti per ogni periodo, e ancora non era il momento per immergermi in questa storia di cui non sapevo quasi nulla.

Non ricordo il motivo per il quale mi feci regalare questo libro; non giudico mai un libro dalla copertina, ma forse con questo lo feci, perché sia il titolo, sia il disegno della copertina, che raffigura la sagoma di una ragazza che lascia libera in volo una colomba, mi aveva attratta.

Quando, per caso, quando il caso decide di farti un regalo, ho saputo che sarebbe uscito il film tratto dal romanzo di Jojo Moyes, “io prima di te”, mi sono immersa nella lettura di questo romanzo, per poi immergermi nel sequel, “dopo di te”.
Per una divoratrice di libri come me, è infatti impensabile che veda un film prima di averne letto il libro. Dovevo assolutamente riempire questo vuoto, questa lacuna, prima che un trailer passato per caso alla televisione, o alla radio, mi avrebbe tolto la sorpresa.

Si dice che le cose più belle richiedono fatica per essere raggiunte, forse è per questo che prendere un libro nella mia finta libreria richiede una fatica quasi titanica, perché lì c’è la bellezza del tempo che si ferma e delle emozioni che si regalano.

Qualche giorno fa presi questo libro tra le mani e fui spaventosamente sorpresa dal numero delle pagine: 392.
Non che io abbia problemi a leggere opere di una certa lunghezza. Al contrario, tra la mole di studio a cui sono solita immergermi, ai miei mille libri da mille pagine, iniziati e finiti nel tempo di una nuotata, non è affatto un problema, ma quando hai diversi obblighi, mentali e reali, lo studio, hai paura di portare avanti la lettura di un romanzo per un mese interno.

Cominciai a leggere questo libro con un pregiudizio.
Come siamo maledettamente strani noi esseri umani: non vogliamo essere giudicati, ma siamo continuamente immersi in preconcetti confezionati e pronti per essere usati.
Ma siamo – anche, non sempre, ma almeno a volte – straordinariamente adorabili: cambiamo idea, superiamo i pregiudizi, concediamo possibilità, non ci fermiamo alla prima pagina, tralasciamo le apparenze.

392 pagine in tre giorni, comprendendo il tempo speso in letture dei libri di studio, le lezioni, i non lavori, le prigioni di una mente che è troppo sensibile al vento che corre veloce.
392 pagine in tre giorni per un totale di emozioni infinite.

Avevo programmato la lettura di questo romanzo nel giro di un mese, e mi sono sorpresa anche io a vedere come le pagine si riducevano, come volevo fermare al tempo e come d’improvviso mi trovai a leggere “epilogo”.

Una dolce storia d’amore quella raccontata da Jojo Moyes, ma una storia d’amore particolare, di quelle che stenti a crederci, ma poi ti ritrovi a sperarci. Una storia d’amore tra la bizzarra e vivace Louisa Clark – una ventiseienne, a cavallo tra chi non sa di essere e chi non ha il coraggio di scoprirlo – e Will Traynor – trentacinquenne sicuro di sé, indipendente ed esuberante, fino a che un bruttissimo incidente lo rese costretto a condurre i suoi giorni su una sedia a rotelle.

Lei, dopo aver il lavoro, si ritrova a svolgere l’attività di “assistente di vita” per lui che, chiuso nei suoi pensieri immobili, a poco a poco riesce a farsi rapire dalla solarità di quella ragazza che veste sempre con i colori della vita. Dall’essere sua assistente, passa così ad essere sua amica fino ad innamorarsi, contro ogni aspettativa, contro tutti gli sguardi della gente che è sempre troppo poco delicata, loro finiscono per amarsi.

Un libro che tocca molti aspetti: dalla malattia quale la tetraplegia, che l’autrice del libro descrive in modo molto delicato e con rispetto, a quello dei pensieri che invadono la mente di chi è costretto a vivere questa condizione.
Il delicato tema dell’eutanasia viene affrontato mettendo nero su bianco le sensazioni di entrambi le parti, chi si trova intorno a chi soffre, e chi si trova in prima persona a vivere le conseguenze di un incidente.

Questo libro è raccontato con estrema tenerezza, fa emozionare, fa rimanere con il fiato sospeso, fa sperare, fa temere, ci dàcoraggio.
Il coraggio che Will regala a Lou, affinché lei prenda in mano la propria vita, a spingerla a non sprecarla a rimanere nascosti per una paura insensata del mondo, ci fa chiudere il libro mettendo in discussione la nostra vita e come passiamo i nostri giorni.
L’amore, quello vero, quello che Lou regala a Will, ci fa capire che vivere senza amare, in fondo non è affatto vita.

Dopo aver letto la storia nata dalla penna di Jojo Moyes, anche la straordinaria copertina assume un significato in più: una ragazza, che prima aveva paura di vivere, allarga le mani al cielo e lascia volare una colomba, i suoi sogni, e lascia a Will la possibilità di decidere come vuole vivere, perché, quando si ama davvero, si lascia liberi di essere.

Tutti i libri, una volta finiti, ci rendono diversi da come eravamo prima di aprirli, come nel caso di “io prima di te”; una volta chiuso, con gli occhi lucidi, ma diversi.
Pienamente pronti a Vivere!

«Vivi bene.
Semplicemente, vivi.»

Filosofa Atipica

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