Torniamo sempre,
alla fine,
io e te alla fine ci riabbracciamo sempre.
Non riesco mai a capire se sia io a ritrovarti o se sia tu a venirmi a cercare.

Una cosa è certa: quell’inchiostro che danza libero sul foglio bianco è la mia certezza.

Riusciamo a superare gli ostacoli e a ritrovarci di nascosto,
nascosti da occhi indiscreti che nel vederci insieme ci chiederebbero troppo,
ci chiederebbero di più.

Noi amiamo la semplicità, la gioia del non esserci mai lasciate.

Ci sono giorni in cui credo che tu non faccia più parte di me,
che quell’intenso bisogno di raccontare il mondo sia finito, inghiottito nel mondo stesso.
Ma poi torni,
poi tu torni da me,
o sono io che torno piangendo, in preda alla disperazione di un mondo che nel chiedermi tempo, si è preso l’anima.

Torniamo insieme, ci ritroviamo e annulliamo il tempo e le distanze.
Annulliamo il nostro essere cambiate,
ci ritroviamo, pure, incontaminate,
ingenue come ci eravamo lasciate,
vere come lo siamo sempre state.

E verremo di nuovo buttate nella centrifuga dei cambiamenti,
e sapremo stringerci ancora una volta,
sapremo sussurrarci un “arrivederci“,
mollare la presa quel tanto che basta per esserci senza impedirci di essere altro,
perché noi lo sappiamo che siamo così: incredibilmente e maledettamente contorte.

Vogliamo stringerci e volare libere, vogliamo la contraddizione e la coerenza al contempo.

Ci amiamo per questo, per non essere mai uguali, ma sempre leali al cielo e al mare.

Avremo il coraggio di salutarci e quello di ritrovarci, di notte, quando tutti penseranno che ci siamo perse per sempre e invece stiamo facendo l’amore con la fantasia per far nascere nuovi sogni.

Avremo il coraggio di resistere, avremo così tanto coraggio che tutti alla fine avranno paura di noi, o ci ammireranno, ma poco importa a noi del mondo, a noi importa di noi, di resistere, di esistere.

Non mi importa di essere perfetta, né tantomeno di sembrarlo.
Mi importa di vivermi, con tutta l’anima, con tutto il corpo.

Voglio lasciare i capelli al vento, farli accarezzare dalla sabbia, voglio che profumino di mare, di amore, di libertà.

Abbandono le scarpe, voglio che il mio corpo senta la vita che passa dai piedi nudi fino al cuore caldo.

Voglio ballare, voglio che la musica sia il rumore delle onde.
Riparto da qui, dalla mia ferita, da dove tutto si è rotto e piano piano ricostruito.

Voglio ballare a piedi nudi, sulla spiaggia, e non mi importa di chi ci sia, di cosa pensi, né di come viva, mi importa di ballare, di lasciarmi andare alla vita.

Voglio così tanto vivermi che è la prima volta che mi ci sono davvero concessa alla vita.

E va bene così, essere senza essere, essere con te, essere libera su un foglio bianco.

Filosofa Atipica

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