«È il puro fatto di stare al mondo la vera avventura»

In un mondo in cui troppe volte sentiamo troppo e troppe volte non sentiamo niente, c’è chi ci spinge a cercare Qualcosa.
Qualcosa è il nuovo romanzo della scrittrice Chiara Gamberale che, accompagnato dalle dolci illustrazioni di Tuono Pettinato, ci consiglia di ricercare tra due eccessi, una via di mezzo.

Qualcosa di Troppo è la protagonista di questo romanzo, una principessa che fin dalla nascita si mostra in tutta la sua esuberanza. Qualcosa di Troppo siamo tutti noi quando non ci accontentiamo mai, o quando ci accontentiamo pur non dovendolo fare. Siamo noi quando vogliamo così tanto da imporre la nostra volontà a tutti quelli che ci circondano, così da spingerli sempre più lontani, fino a ritrovarci completamente soli.

Qualcosa di Troppo è una bambina troppo su ogni fronte: troppo vivace quando è felice, troppo triste quando il sole l’ha delusa, troppo chiacchierona quando il Cavalier Niente vorrebbe solo fischiettare.
Cosa accade quando il troppo in cui viveva fino a poco tempo fa, deve fare i conti con il dolore?

Chiara Gamberale ce lo fa racconta con il suo romanzo. Una fiaba che con eleganza presenta i paradossi più profondi del nostro mondo, della nostra società, in cui spesso per sentirsi vivi si deve sentire troppo. La scrittrice affronta alcuni dei temi più complicati e complessi della nostra società. È il caso, ad esempio, dell’omologazione e del doversi mostrare a tutti i costi pur di non rimanere soli: è il nostro mondo social, in cui tutti sono collegati, ma nessuno si prende mai la mano. “Smorfialibro” è una macchinetta che hanno tutti i bambini Abbastanza nel Regno. Comunicano appendendo al davanzale un lenzuolo con il proprio ritratto che raffigura il proprio stato d’animo.

Chiara Gamberale mostra come nella nostra società si sostituiscano le immagini agli sguardi veri e come solo in questo modo ci si possa garantire un’amicizia.
Ma la tastiera può davvero renderci amici? Un’immagine può davvero rappresentare la realtà?

Un inno a Madama Noia che non è il mero “non fare nulla”, ma è il saper perdere tempo per acquistarne il doppio. Madama Noia è il momento per creare, il momento per entrare in contatto con noi stessi e ritrovarci. Il nostro modo di vivere invece non lascia tempo per Madama Noia, al contrario, come fossimo conigli bianchi con l’orologio sempre alla mano, sentiamo il dovere di sbranare ogni minuto per non perdere nemmeno un secondo.

Un inno all’amore, l’amore che è in chi ti fa ridere e allo stesso tempo ti fa sentire importante ricordandoti che sei speciale. L’amore che ti fa superare i limiti, ma che non ti fa mai calpestare gli altri, perché il mondo ha bisogno di rispetto.

«Adesso sono anch’io finalmente qualcosa» e non c’è nulla di più magico.

Filosofa Atipica

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