« “La cosa migliore che possiamo fare è ballare.”
“E se ci prendono per pazzi, Signor Coniglio?”
“Lei conosce saggi felici?”

“Ha ragione, balliamo!”»
Alice nel paese delle meraviglie

C’è una signorina al mercato, una signorina grande, una signorina che il mondo – con le sue strane regole – chiamerebbe signora.
A me piace chiamarla signorina, perché – dai suoi occhi – capisco che ha il cuore libero di chi non si ferma un attimo a cercare la verità, la sua verità.

Avrà forse cinquanta, forse sessant’anni.
Non lo so, non sono mai stata particolarmente brava ad indovinare l’età di qualcuno. È comunque un’allegra signorina di un’età che non sta a noi sapere. Ci sono momenti in cui a pensarci bene tutto è davvero un’inutile convenzione: il tempo, le lancette, gli orari, l’età. Siamo però legati a queste convenzioni. Le inventiamo e poi d’un tratto ne siamo schiavi. Ne siamo legati visceralmente e questo fa sì che lei, per il mondo, diventi una signora.

Torniamo a noi, anzi, torniamo alla signorina grande. C’è questa signorina che suona la fisarmonica, la fisarmonica a fiato. Un piccolo strumento che ha la capacità di risvegliare le anime di chi, a quell’ora del mattino, cerca una ragione per sorridere. La ragione di questa vivace signorina sono i raggi del sole, anche quando fuori le nuvole affollano i pensieri. Le basta aprire gli occhi per affrontare la giornata come un regalo.

Questa allegra signorina suona la sua fisarmonica. Se ne va così, in giro per il mercato, passando a un centimetro dal cuore delle persone, che invece di sorridere, sono infastidite.

Quanto deve essere pesante la felicità a chi non conosce – o ha dimenticato – la semplicità.

Questa signorina suona le sue melodie e non le interessa se sia fuori tempo o meno. Lei è nel suo tempo. Lei è fuori dal tempo a cui noi siamo abituati, quello che ci imprigiona e non ci fa respirare. Lei invece respira – nel suo tempo – respira a pieni polmoni, e tutto quel respiro lo porta nella sua fisarmonica.

Questa signorina suona le note della libertà, le note della semplicità e della felicità e non le interessa se il mondo la crede pazza. Lei vuole essere un paradosso e nell’esserlo, si sente felice ed estremamente leggera.

Tutti la chiamano pazza.
Io la trovo libera.

Questa signorina libera è folle di vita.
Indossa le sue graziose ciabatte e suona la sua fisarmonica. Non ha paura di mostrarsi in pubblico, vuole solo disperdere la sua melodia.

Che importa se il mondo la chiama pazza, lei nella sua fisarmonica ci ha trovato il suono della libertà. A guardarla così – libera – per un attimo mi sento tanto leggera anche io.

E va bene così, va bene essere considerati pazzi da un mondo di schiavi, piuttosto che indossare un’apparente essenza.

Filosofa Atipica

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