Mi sarei presa dieci minuti di pausa ora.

Mi sarei allontanata fisicamente dal pc così da essere davvero con pensieri e parole lì dove sarei dovuta essere, e avrei fatto il tuo numero, che poi è tra quelli preferiti, ma lo so a memoria da sempre e quindi da sempre lo compongo direttamente sul telefono di casa.

Il telefono di casa.

Lo sai che l’unico motivo per cui l’ho messo a casa mia sei te?

Ho sempre saputo che i cellulari non ti sono mai piaciuti, che ti trovi meglio a digitare un numero fisso, e quindi ecco che ho la linea fissa a casa.

Non squilla più da molto tempo sai? Quello in camera si è addirittura rotto, ma l’ho lasciato così sul comodino. Ogni tanto fa una strana luce, che una notte mi è anche preso un colpo, ma vabbè, ora sta lì così, a prendere polvere.

Chissà cosa mi aspetto.

Quello in sala funziona, ma ormai sembra un soprammobile, io lo usavo solo per chiamare te e ormai su questa linea fissa nemmeno più i call center chiamano.

Mi sarei presa dieci minuti di pausa ora.

Ti avrei chiamato e come mi avresti risposto ti avrei cantato “Tanti auguri a te”, come facevo ogni anno e tu, come sempre, avresti riso dicendo “Vanè, sei tu?” e io “E certo, scusa, chi deve essere?”.

Mi piaceva fare la gelosa con te, tu che proprio le emozioni non le tiri fuori nemmeno a pagarle e io che invece mi dovrebbero pagare per tenerle dentro di me.

Mi piaceva fare la gelosa con te perché in fondo agli occhi lo vedevo che questa cosa ti faceva sorridere, e quanto mi piaceva saperti sorridere dentro.

Avrei dovuto farlo di più.

Mi sarei presa dieci minuti di pausa ora e ti avrei promesso che stasera, dopo lavoro, sarei passata.

Come lo scorso anno ti avrei portato un ciambellone, questa volta però avrei seguito il tuo consiglio e ci avrei messo una mela dentro. Ti avrei però chiamata qualche giorno prima, per farmi spiegare bene come facevi tu, per poi, non farlo esattamente come te, e ascoltare un tuo “però“.

Mi sarei presa dieci minuti di pausa ora per parlare di come il tempo passa, di come fa paura, ma di come insieme, lo avremmo passato.

Mi prendo dieci minuti di pausa ora, e guardo il cielo, magari così, fa meno paura.

Filosofa Atipica

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