Voglio vivere eterni inizi per rendere immortale il mio senso di vita.

Quando si è piccoli si ha un potere speciale, il potere di guardare il mondo come fosse la prima volta.
Quando si è piccoli si vive un’emozione amplificata, un’emozione che fa del respiro una piacevole scoperta. Ha il sapore della magia il mondo quando si è piccoli ed estranei alla malvagità dell’uomo. Perché l’uomo sa essere malvagio purtroppo, l’uomo sa coltivare una rosa e strapparla allo stesso tempo. Siamo contraddittori quando cresciamo, ma quando siamo piccoli, quando siamo piccoli siamo puri.

Non mi arrendo alla mia età, non ho tanti anni, ma nemmeno pochi, ne ho quanto basta per il mondo che vorrebbe omologarmi. Uguale a tutti, diversa da me stessa. Ecco cosa vuole il mondo da me. Uguale a tutti, diverso da te stesso. Ecco cosa vuole il mondo da te. Uguale a tutti, diversi da noi stessi, ecco cosa vuole il mondo da noi. Cosa rimane delle nostre anime se siamo tutti con lo stesso respiro e lo stesso profumo? Guardato un essere umano sembra li abbiamo visti tutti. Come andremo a spargere colori se utilizzeremo un solo pastello per l’anima?

Ma io non mi arrendo.

Non cedo a un mondo che mi vorrebbe vuota e senza lacrime.
Non mi arrendo a un mondo che vorrebbe meno sorrisi e più occhi aperti.
Io voglio amare gli occhi chiusi di chi si lascia andare durante un bacio.
Voglio le lacrime di chi abbraccia un corpo sapendo che quella sarà l’ultima volta.
Voglio urlare quando sono felice e stare in silenzio quando la malinconia si appropria della mia mente.
Non voglio vergognarmi della mia tristezza e voglio vantarmi della mia diversità.
Voglio sfoggiare la mia sensibilità rischiando di inciampare e sbucciarmi il cuore,
ma voglio vivere come fosse ogni giorno il primo giorno.

Voglio un mondo al contrario e l’anima che cambia prospettiva per abitarlo.

Io non mi arrendo a un mondo fatto di carta che finge di conoscere il senso della vita cercandolo nella materialità, distraendoci dall’amore, il vero senso.
Voglio giornate sbagliate per divertirmi a sistemarle.
Voglio giornate imperfette per vivere la perfezione dell’inesattezza, quel momento in cui sembra non debba accadere nulla e invece accade tutto.
Voglio giornate piene di lacrime per asciugarle e amare la semplicità.
Voglio resistere e nel farlo voglio esistere.
Voglio essere maledettamente viva e terribilmente mortale.

Voglio amare la mia mortalità per trovare un modo per rendermi eterna.

Voglio momenti sereni, per riposare le braccia che, anche se non sanno nuotare, fanno di tutto per rimanere a galla.

Voglio vivere eterni inizi.

Voglio che il martedì abbia il sapore del lunedì, perché l’inizio settimana è come l’inizio del mese, il momento giusto per decidere di iniziare al meglio.
Voglio che il secondo del mese sia come il primo dell’anno, il primo di ogni anno, un’occasione per stilare una lista di buoni propositi e sorprendersi sempre della capacità di non seguirla.

Voglio vivere eterni inizi per non accontentarmi, per arrivare sempre più vicina al traguardo ma rimanere un po’ dietro perché avere sempre un obiettivo nella vita ci permette di non fermarci. Sai quanto sia necessario per noi esseri umani avere degli obiettivi che ci sveglino la mattina? Sai quanto sia necessario avere dei sogni da accarezza e da custodire con gelosia e amore? Voglio iniziare a sognare ogni giorno, voglio migliorarmi in ogni inizio di giornata, voglio sentirmi viva, viva come fosse il mio primo giorno sulla terra.

Voglio vivere eterni inizi con la consapevolezza che, anche se c’è una fine, non mi precludo la possibilità di vivere non chiedendomi a che punto sono, ma procedere guardando il mondo con gli occhi di una bambina, come fosse l’inizio della vita.

Filosofa Atipica

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