«Per farla breve, aveva vissuto innumerevoli vite. In queste vite aveva riso e pianto e aveva provato pace e terrore e ogni genere di emozioni a metà tra queste due. […] All’inizio le era parso che, più vite sperimentava, meno problemi aveva a tornare […]. Era come se avesse raggiunto uno stato di accettazione della vita – sapeva che se viveva una brutta esperienza, ce ne sarebbero state di migliori. Comprese che non aveva cercato di porre fine alla sua esistenza perché si sentiva triste, ma perché si era convinta che non esistesse via d’uscita da quella tristezza.»

Dalla penna di Matt Haig, nasce Nora Seed, una donna che all’età di trentacinque anni, decide di porre fine alla propria vita.

Siamo così forti e fragili noi essere umani.

Nora aveva «una malattia dell’anima le covava dentro. Il suo cervello era sul punto di vomitare se stesso». Sentiva un peso sul cuore, inadatta alla vita. Intorno a sé vedeva gente che riusciva a vivere, che sognava, e quei sogni riusciva anche a realizzarli. Lei invece lì, inerme, a collezionare piccole e grandi illusioni che puntualmente si trasformavano in piccoli dolori quotidiani con cui dover fare i conti.

Tutto quello che aveva sempre immaginato durante gli anni passati, mentre era una studentessa di filosofia, tutto stava andando in fumo. I suoi sogni, i suoi ideali, tutto quello che sperava di costruire, stava svanendo tutto.

Sentiva che era troppo, un peso troppo pesante da portare. Nora non voleva vedere l’alba di un nuovo giorno, perché quello significa portare un giorno ancora quel peso. Decise quindi di abbandonare il  mondo.

Siamo davvero molto fragili.

Il nostro corpo sa resistere agli urti più forti, ma a volte, a volte non riesce proprio, a volte crolla. La mente cerca riparo e quando non lo trova, impiega più energie di quelle che davvero possiede nel cercare. Più non trova, più la sua potenza si sgretola a poco a poco, fino a ritrovarsi a vagare senza una meta, in un corpo che non sente più di avere uno scopo nel mondo, nel suo mondo.

«Tra la vita e la morte c’è una biblioteca», come Sliding Doors, Nora si trova davanti a più “futuri”. Ha di fronte a sé la possibilità di vivere tutte quelle vite che avrebbe potuto vivere se avesse fatto scelte diverse.

«”Tra la vita e la morte c’è una biblioteca” disse. “E all’interno di questa biblioteca, scaffali e scaffali di libri che si rincorrono all’infinito. Ogni libro offre la possibilità di vivere un’altra delle vite che avresti potuto vivere. Di vedere come le cose avrebbero potuto essere, se avessi fatto altre scelte… Avresti agito diversamente, se ti fosse stata concessa l’opportunità di gettarti alle spalle i rimpianti?”»

Il libro dei rimpianti. Lì era contenuto tutto quello che Nora rimpiangeva. Poteva partire proprio da lì, dai suoi rimpianti per vivere tutte le sue “altre” vite.

Inizia così il suo viaggio in tutte le potenziali vite.

Ha visto i suoi rimpianti trasformarsi in altre scelte, in possibilità. Si è vista cantante, madre, avventuriera. Ricca, famosa, di nuovo figlia, ma in tutte queste vite, c’era sempre qualcosa che non andava, sempre qualcosa che la faceva tornare triste, nella Biblioteca di Mezzanotte, nonostante a volte c’erano vite che avrebbe apprezzato di più di quella da cui stava partendo, o meglio fuggendo.

Cosa la spingeva a tornare nella Biblioteca di Mezzanotte, più vicina alla vita che voleva abbandonare? Cosa la spingeva a non rimanere in una delle altre vite che aveva avuto la possibilità di vivere? In cui lei era sempre la stessa, ma tutto il contesto a lei era diverso, spesso migliore di quello che aveva vissuto fino a quel momento.

Nessuno spoiler, non voglio togliervi il gusto di scoprire da voi il destino, la vita di Nora, sarebbe bello se possiate da soli immergervi nella lettura di questo libro, dove Matt Haig, nel descrivere tutte queste vite, nel raccontare i rimpianti di Nora, racconta un po’ anche i nostri.

Mentre leggevo questo libro, mi sono infatti interrogata molto su quali fossero i miei più grandi rimpianti. Mi sono ritrovata nel personaggio di Nora. Anche io, come lei, sono una laureata in filosofia che vive una vita che non sente propria, una vita che aveva immaginato – e desiderato – totalmente differente. Mi chiedo che sarebbe stato di me se una singola, minuscola scelta, fosse stata diversa.

E voi, ci pensate mai?

Voi vi sentiti giusti nella vostra vita? Sentite che state vivendo quello che avete sempre sognato? Cosa pensate di meritate?

E Nora? Cosa farà delle sue tante vite?

Filosofa Atipica

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