Sono mesi che mi chiedo se esista davvero qualcosa dopo.

Dopo.
Dopo di te, dopo di me, dopo di noi.

È da qualche mese che mi chiedo se ci sia qualcosa,
se tutto quello che è stato fatto e detto,
continui ad esistere,
se abbia un senso,
se non sia andato via con te.

Tu ci credevi così tanto al dopo
che ora mi viene da sperare che ci sia davvero,
che tutta quella dedizione non sia andata persa.

Sono mesi che provo a riempire un vuoto
che non si riempie mai.

È come provare a finire un puzzle,
con l’ultimo pezzo perso.

Ci sarà sempre un vuoto.
In mezzo a tanto colore,
mancherà sempre qualcosa
che rendeva completo il mio cuore.

Sono mesi che guardo il cielo
chiedendomi se avevi ragione tu a pregarlo ogni sera,
se avevi ragione tu a rivolgere sempre lì i tuoi pensieri.

Una sera d’agosto,
che ero più vicina a te con il corpo
e il cuore sentiva più forte il vuoto,
mi sono detta che in fondo,
guardare un po’ il cielo non mi avrebbe fatto male.

Ho così alzato lo sguardo,
ho iniziato a guardare il cielo e le stelle,
forse in modo più romantico di come lo avresti guardato tu
e mi sono lasciata andare.

Mi sono lasciata andare a quel vuoto.

Ho capito che non potrà mai essere colmato,
ma forse sarà il modo per non dimenticarti mai.
In quel vuoto ci metterò il tuo amore,
i tuoi insegnamenti,
la tua forza e la tua costanza.
Ci metterò la tua fede
e la mia voglia di crederci.

Ho continuato a guardare il cielo
e ho visto una stella cadente.
Era davvero tanto che non ne vedevo una,
il cielo della città ci tiene lontano le meraviglie.

E invece,
in quella sera d’agosto,
tra le tue amate montagne,
ho visto una stella danzare nel cielo,
lasciando una lunga scia dietro di sé.

Mi piace pensare
che in quel momento tu ci avresti visto un miracolo,
un segno,
l’eternità.

Mi piace pensare che lì,
in quella stella,
in quella scia,
in quel cielo,
ci sia tu.

Filosofa Atipica

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